Il reato di riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù

Il reato di riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù

La Corte di Cassazione Penale ha interpretato l’art 630 c.p. (con la sentenza n. 37638/2014), statuendo che il detto reato si configura in quelle attività a cui la persona offesa è costretta attraverso violenza, minaccia, inganno, abuso di autorità, ovvero mediante l’approfittarsi di una situazione di minorità fisica o psichica ovvero approfittandosi dello stato di necessità della vittima.

Estradizione e sovraffollamento carcerario

Estradizione e sovraffollamento carcerario

No all’estradizione se la situazione nelle carceri nel Paese richiedente è contraria agli standard internazionali fissati nella sentenza Torreggiani e altri contro Italia resa dalla Corte europea dei diritti dell’uomo l’8 gennaio 2013. Per la Corte di Cassazione, sesta sezione penale, che si è pronunciata con la sentenza n. 13823/15 depositata il 31 marzo (13823), prima di dare il via libera all’estradizione le autorità nazionali sono tenute a prendere in considerazione il sovraffollamento carcerario verificando se esso si traduca in un trattamento disumano e degradante, in contrasto così con i diritti fondamentali della persona.

Rifiuto del riconoscimento di lodo arbitrale straniero nel caso di violazione del diritto di difesa

Rifiuto del riconoscimento di lodo arbitrale straniero nel caso di violazione del diritto di difesa

In tal senso si è espresso il T.A.R. del Lazio, secondo cui difetta di motivazione il provvedimento dell’amministrazione che, nel rifiutare il visto di reingresso, si limiti a richiamare genericamente il parere negativo della Questura, che aveva annullato il permesso di soggiorno in ragione dell’allontanamento dal territorio nazionale e del mancato ritiro del permesso stesso (T.A.R. del Lazio, sentenza del 5 febbraio 2009, n. 2085).

Quando si prescrivono i debiti?

Quando si prescrivono i debiti?

I tempi di prescrizione vengono definiti a seconda della tipologia del credito ed in generale, salvi i casi in cui la legge dispone diversamente, il credito si prescrive in 10 anni (art. 2946 c.c).